Il contesto di riferimento in cui nasce il progetto "The Words Found" è quello della Città di Palermo dove, per ciò che concerne la salute mentale, si riscontra la cronica carenza di servizi rivolti a tali soggetti; dove le costanti inefficienze delle istituzioni locali portano ad una sottovalutazione della necessità di sviluppare azioni concrete di integrazione sociale; dove la permanenza di pregiudizi e di arretratezze culturali continuano ad essere fonte di un costante disagio sociale per tutti quei soggetti affetti da patologie psichiatriche. L'idea progettuale prende spunto da questioni all'ordine del giorno che, all'interno dell'Associazione Porte Aperte, vengono vissute in prima persona dai volontari, dagli utenti e dai familiari, ovvero della necessità di individuare, riconoscere e dar risonanza, facendosi "Portavoci", di tutti quei bisogni, delle necessità e delle possibili proposte inerenti l'inclusione sociale che per tali soggetti sembrano rimanere perennemente inespresse. L'iniziativa proposta vedrà i partecipanti coinvolti attivamente in un processo di ricerca e di presa di consapevolezza rispetto a problematiche quali l'inclusione sociale di soggetti con minori opportunità, soprattutto di soggetti con disagio psichico. Il gruppo dei partecipanti sarà protagonista attivo durante gli incontri di confronto sul tema fatti con la comunità di riferimento e con l'utenza; durante la raccolta di testimonianze e di dati sulle buone e le cattive prassi sull'inclusione sociale diventando indirettamente promotori di valori quali la solidarietà e la tolleranza nei confronti di soggetti con minori opportunità. Tutto ciò avverrà attraverso la messa in atto di una serie di iniziative svolte dai soggetti promotori, dai volontari, dai soci dell'Associazione Porte Aperte, ivi inclusi soggetti con disabilità psichiche che stanno attualmente seguendo un percorso di riabilitazione psicosociale. La peculiarità dell'idea progettuale sta proprio nella coraggiosa scelta di un tema di notevole complessità, da parte del gruppo dei giovani proponenti, infatti, con esso si tocca un nervo ancora scoperto a distanza di più di trent'anni dalla legge Basaglia (legge 180), ovvero quello della piena inclusione all'interno della nostra società di soggetti con disagio psichico. Le attività proposte, in quanto strutturate attorno ad una metodologia della ricerca-azione, vedranno ogni singolo componente del gruppo protagonista attivo di un processo di crescita sia personale che socio-culturale durante tutta la durata del progetto. La strategia di base sarà quella del "learning by doing", dove sarà privilegiata l'autogestione delle singole azioni progettuali e della messa in atto delle iniziative da parte dei giovani. L'obiettivo generale dell'iniziativa sarà quello di dare la possibilità ad ogni partecipante di potersi sperimentare all'interno di un percorso di conoscenza inerente questioni di interesse comune per poi diffondere i dati prettamente esperienziali ricavati dall'esperienza attraverso l'apertura di un blog, la costruzione di un opuscolo informativo e la produzione di un videodocumento che sintetizzi l'esperienza.
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